L’ACQUA: UN BENE PREZIOSO

Chiara, fresca e limpida, l’acqua è l’elemento caratterizzante del nostro pianeta: lo rende vivo e rigoglioso e gli dona il caratteristico colore blu che gli è valso il soprannome di “pianeta azzurro”. Ma se è vero che più del 70% del nostro pianeta è ricoperto d’acqua, è vero anche che solo il 3% di questa è dolce. Tuttavia, non tutta l’acqua dolce del pianeta è a nostra disposizione: di questo 3% sul totale, più di metà è sotto forma di ghiaccio.

La quantità d’acqua a cui possiamo avere accesso è molto limitata, dunque, e si sta velocemente riducendo: inquinamento, desertificazione e aumento della popolazione minacciano di privarci delle nostre riserve di acqua dolce e potabile, un pericolo enorme per la nostra società, che si fonda sulla disponibilità continuativa di questo prezioso elemento naturale.

A volte, però, basta poco per dare il proprio importantissimo contributo ad una causa che ci riguarda tutti da vicino. Cosa si può fare per far fronte a questo problema, quindi? Scopriamolo insieme.

Utilizzare l’acqua efficacemente

La quantità di acqua presente sul nostro pianeta è rinnovabile, ma non infinita

È indispensabile, quindi, che la velocità con cui questa risorsa viene prelevata non sia superiore al tempo che serve perché essa si rigeneri. 

L’aumento della popolazione mondiale pone un grosso problema, da questo punto di vista: più persone prelevano acqua, più questa scarseggia. Molto spesso, poi, la sicurezza di vivere in una zona in cui l’acqua è abbondante ci porta ad utilizzarne più di quanto sia effettivamente necessario e, di conseguenza, ad aumentarne notevolmente lo spreco.

Ci sono tuttavia alcune accortezze che possiamo mettere in atto: si tratta di piccole azioni quotidiane che, diventando abitudini, possono davvero fare la differenza nella lotta contro gli sprechi. Lo sapevate, ad esempio, che per fare una doccia di cinque minuti si consumano dai 75 ai 90 litri d’acqua? Tirare lo sciacquone senza fermarlo può consumarne fino a 16, e lavarsi i denti senza interrompere il flusso d’acqua ne consuma circa 30 (contro i 2 che se ne consumerebbero se ci ricordassimo sempre di chiudere il rubinetto).

Ricordarsi di chiudere l’acqua, bloccare lo sciacquone e fare docce più brevi, quindi, ma anche piccole attenzioni indirette, come sbrinare il freezer con regolarità per aumentarne l’efficienza ed usare il condizionatore con moderazione: sono solo alcune delle scelte consapevoli che, nonostante possano sembrare inutili o fastidiose da attuare, influiscono favorevolmente sul nostro consumo di acqua.

Anche un rubinetto che gocciola può consumare più di quanto pensiamo – addirittura 5 litri d’acqua al giorno. La corretta manutenzione di acquedotti, tubature e rubinetti porterebbe un grande risparmio: si stima, infatti, che le perdite dovute a irregolare manutenzione degli impianti superino il 30% del totale dell’acqua trasportata!

La disponibilità d’acqua, l’inquinamento e i cambiamenti climatici

Anche i cambiamenti climatici causati dal surriscaldamento globale sono una minaccia concreta per quanto riguarda la distribuzione e la quantità d’acqua fruibile a nostra disposizione: è il caso della desertificazione, ovvero il processo attraverso il quale zone attualmente fertili si trasformano in terre aride, le falde acquifere si svuotano e i fiumi vengono prosciugati.

Le falde acquifere, che ad oggi sono la nostra principale fonte di acqua dolce e pulita, vengono alimentate dalle piogge che filtrano nel terreno e dallo scioglimento delle nevi in primavera. A causa dell’effetto serra, però, questo ciclo potrebbe spezzarsi: sono sempre più scarse le precipitazioni, infatti, e sempre più alte le temperature che portano all’evaporazione dell’acqua che impregna il terreno. 

L’inquinamento, infine, è un’ombra sempre presente che mette in pericolo l’ambiente e le nostre preziosissime risorse d’acqua. Quando una falda viene contaminata, infatti, diventa inutilizzabile per decenni, riducendo ulteriormente la disponibilità idrica di una data zona non solo per quanto riguarda l’uso domestico, ma anche e soprattutto per quello agricolo ed industriale.

Per contenere questi problemi, le accortezze quotidiane che ciascuno di noi può attuare per limitare l’impatto ambientale e lo spreco di acqua sono senza dubbio importanti, ma soprattutto è essenziale che vengano intraprese azioni di tutela dell’ambiente regolamentate a livello mondiale.

Per questo motivo nel 1992 è stata istituita la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), a cui sono seguiti il Protocollo di Kyoto, entrato in vigore nel 2005, e il più recente Accordo di Parigi.

L’Accordo di Parigi è il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, adottato alla Conferenza di Parigi sul clima nel dicembre 2015. Coinvolge 190 nazioni, tra cui l’UE e i suoi Stati membri. 

Esso stabilisce un quadro globale allo scopo di contenere i pericolosi cambiamenti climatici, limitando il riscaldamento globale al di sotto dei 2ºC e proseguendo con gli sforzi per limitarlo a 1,5ºC. Inoltre, punta a rafforzare la capacità dei Paesi di affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici e a sostenerli nei loro sforzi.

I governi che hanno aderito all’Accordo hanno la responsabilità di regolamentare le emissioni inquinanti attraverso piani generali nazionali, con l’impegno a riunirsi ogni 5 anni per valutare i progressi collettivi e informare le parti affinché possano aggiornare e migliorare i loro contributi. Inoltre sono tenuti a riferire agli altri Stati membri e all’opinione pubblica cosa stanno facendo per realizzare l’azione per il clima e a segnalare i progressi compiuti con trasparenza. L’obiettivo è di raggiungere un equilibrio tra emissioni e assorbimenti nella seconda metà del secolo, con effetti positivi sul pianeta nonché sulle nostre riserve di acqua.

Utilizzare le risorse con accortezza, quindi, rispettare l’ambiente e abbassare il nostro impatto ambientale: sono queste le fondamenta su cui costruire un futuro in cui l’acqua sia davvero un bene alla portata di tutti e il suo ciclo non venga disturbato o spezzato dalla nostra presenza sul territorio.

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