Neonati, pappe e svezzamento

L’alimentazione dei neonati è un tema importante che riguarda da vicino tutte le mamme. Dopo la fase di allattamento, per il bambino comincia un’esperienza del tutto nuova: l’alimentazione con cibi differenti dal latte materno. Si tratta di un passaggio naturale ma delicato e che va affrontato con attenzione, sapendo quali alimenti preparare e come gestire adeguatamente la fase di transizione. Vediamo insieme alcuni consigli utili e quale ruolo svolge l’acqua minerale naturale in questo momento così importante della crescita del bambino.

 

Parliamo di svezzamento

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’alimento indicato per i bambini fino al sesto mese di vita è il latte materno. Dopo il sesto mese, il latte materno comincia a perdere alcune vitamine e sali minerali, diventando così un alimento meno completo. È questa la finestra temporale in cui tendenzialmente si passa da un’alimentazione esclusivamente costituita dal latte a una in cui il latte va affiancato da altri alimenti complementari. Il bambino può cominciare ad assumere cibi semisolidi, è in grado di voltare la testa per rifiutare il cibo e apprende la capacità di aprire la bocca per ricevere il cucchiaino con la pappa.

Per la preparazione di tutti i nuovi alimenti è consigliabile utilizzare un’acqua minerale naturale leggera, povera di sodio e con un basso residuo fisso, come Acqua Sant’Anna. Grazie alle sue proprietà organolettiche, Acqua Sant’Anna è adatta sia allo scioglimento del latte, sia come ingrediente nella preparazione delle pappe.

L’introduzione degli alimenti complementari deve avvenire in maniera graduale, sostituendo per esempio una poppata con una pappa preparata con il brodo vegetale, rigorosamente senza sale. Questo serve per aiutare il bambino ad abituarsi ai gusti nuovi e per verificare la sua tolleranza ai singoli alimenti. Anche per questo motivo, è bene iniziare con piccole dosi di cibo, così che il bambino possa adattarsi piano piano alla nuova dieta.

Gli alimenti complementari

In questa fase gli elementi consigliati sono:

  • brodo vegetale: da preparare con Acqua Sant’Anna, una carota, una patata, una zucchina e tassativamente niente sale. Una volta che le verdure saranno cotte, andranno tolte e al bambino verrà servito solo il brodo.
  • crema di riso, tapioca o farina di mais: si possono aggiungere al brodo vegetale e non necessitano di cottura. Vanno aggiunte a discrezione fino a raggiungere una densità media della pappa, una consistenza che faciliti la deglutizione del bambino. In questa fase è bene non scegliere farine che contengono glutine, come il semolino di grano.
  • olio di oliva: alimento prezioso e salutare, ne va aggiunto un cucchiaino da caffè nelle pietanze.
  • parmigiano reggiano: anche in questo caso è bene aggiungerlo in quantità moderata, cominciando con mezzo cucchiaino e poi arrivando a uno per pietanza.
  • frutta: privilegiare mela, pera, prugna e banana. Dopo l’ottavo mese anche albicocche e pesche, mentre per gli agrumi e le fragole meglio aspettare il compimento del primo anno.
  • cereali e biscotti: possono essere aggiunti al biberon a partire dal settimo mese.
  • zucchero: da evitare (come il sale) per tutto il primo anno di vita.

Per quanto riguarda la carne, è possibile cominciare a dare al bambino l’omogeneizzato di coniglio o agnello, che rappresentano le carni meno allergizzanti in assoluto. Come primo approccio basteranno pochi grammi, così che il sapore venga recepito in maniera graduale, fino ad arrivare a una decina di grammi.

Uova, pesce e legumi andranno introdotti successivamente, seguendo le indicazioni del pediatra, perché sono alimenti allergizzanti ed è bene che il bambino ne inizi il consumo solo quando la mucosa intestinale sarà consolidata. Lo stesso vale per frutta secca e verdure particolari.

Autosvezzamento

A fianco del percorso di svezzamento tradizionale, esiste anche l’autosvezzamento, che consiste nell’assecondare l’innata capacità del bambino di autoregolarsi in relazione al cibo. In questo caso, il bambino comincerà ad attingere dal cibo che i genitori prepareranno per sé in maniera autonoma, prendendone dalla tavola, sotto la supervisione della mamma e del papà. Condizione necessaria affinchè l’autosvezzamento si svolga in maniera corretta è che i genitori seguano una dieta bilanciata e adatta al bambino, da verificare con il pediatra, che gli garantisca l’apporto di tutti gli elementi necessari a una crescita sana. Bisogna poi ricordarsi che il bambino non è ancora in fase di dentizione, quindi le consistenze e la grandezza dei bocconi andrà sempre controllata con attenzione.

Acqua e biberon

Dal sesto mese, il bambino può cominciare ad assumere acqua attraverso il biberon. Fino ad allora tutti i liquidi necessari al suo benessere sono contenuti nel latte materno, mentre con l’arrivo degli alimenti complementari si può introdurre anche l’acqua. Durante i pasti si consiglia perciò di somministrare al bambino una quantità di 30-50 ml di acqua minimamente mineralizzata naturale, una quantità che crescerà gradualmente con il passare dei mesi.

Per venire incontro alle esigenze delle mamme e dei bambini, Sant’Anna ha creato una comoda “baby bottle”, un formato da 250 ml con tappo Thumb Up ideale per aiutare il bambino a imparare a bere da solo, in maniera giocosa e senza il rischio di rovesciare l’acqua ovunque. Così, passare dal biberon al bicchiere sarà più semplice e i bambini avranno sempre a disposizione, a casa o a passeggio, la giusta quantità di acqua necessaria alla loro crescita.

 

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