Alla scoperta della pioggia

Come tutti i fenomeni naturali, la pioggia ci è familiare ma forse non sappiamo bene che cos’è e come si forma. Magari abbiamo qualche lontana reminiscenza scolastica, ma se ci soffermiamo a pensarci, difficilmente sapremmo dire in dettaglio come si sviluppa. Ecco quali sono le caratteristiche del più comune fenomeno di precipitazione atmosferica allo stato liquido.

Come nasce la pioggia

Il fenomeno della pioggia si manifesta attraverso le gocce d’acqua che si staccano dalle nuvole e cadono a terra. Le nubi sono il prodotto dell’evaporazione dei bacini acquiferi, del mare e dei fiumi. L’acqua, sotto forma di vapore, viene trasportata da correnti ascendenti e l’unione di miliardi di gocce compone le nubi. Pensate che ogni singola goccia di pioggia è composta da centinaia di milioni di molecole di acqua. Le gocce hanno dimensioni variabili, che vanno dagli 0,5 mm della pioviggine a goccioloni da 6 mm. Per staccarsi dalle nubi e cadere a terra, le gocce devono avere un peso superiore alla forza di resistenza del moto ascendente che ha contribuito alla formazione della nube e che le mantiene in sospensione. La temperatura atmosferica influisce sulla precipitazione determinando la formazione di pioggia o, nel caso di temperature più basse, di grandine o cristalli di neve.

Quando la goccia si stacca e la pioggia comincia a cadere, si hanno fenomeni che vengono suddivisi in quattro categorie, in base alle dinamiche delle masse d’aria:

  • pioggia frontale

si verifica in presenza di aria calda e umida che si scontra con fronti di aria fredda e che si sposta al di sopra di essi. È il caso dei temporali estivi, che spesso sono spettacolari e violenti.

  • pioggia orografica

è determinata dalla morfologia del terreno e si verifica quando una corrente di aria umida si sposta orizzontalmente e incontra un pendio o  una formazione montuosa, come nel caso di aria proveniente dal mare che incontra una zona collinare.

  • pioggia di convenzione

si origina da correnti ascendenti regolari ossia movimenti permanenti dell’atmosfera. È il caso delle piogge equatoriali.

  • pioggia ciclonica

è causata dai movimenti dell’aria all’interno di aree cicloniche, che si verificano ad esempio nelle piogge invernali nelle aree di media latitudine. Le piogge cicloniche si distinguono in base al fronte di perturbazione che le origina: fronte caldo, fronte freddo e fronte occluso.

Talvolta, al termine di una precipitazione, appare quel fenomeno che da sempre ci affascina: l’arcobaleno. Si tratta di un fenomeno ottico dovuto alla rifrazione e alla riflessione della luce solare. I raggi del sole, penetrando nelle gocce di pioggia sospese nell’aria, vengono divisi per rifrazione. I singoli raggi colorati all’interno della goccia vengono riflessi per poi uscire di nuovo dalla goccia, come in una lente. Affinché il fenomeno si verifichi, l’angolo tra i raggi del sole e il nostro sguardo deve però avere una precisa angolazione di circa 42°: per questo si tratta di un fenomeno comune ma non così consueto.

 

L’importanza della pioggia

La pioggia è fondamentale per il ciclo naturale della vita e per la formazione delle sorgenti di acqua minerale, come abbiamo spiegato in precedenza. Oltre dissetare gli esseri viventi, svolge anche un’importante azione naturale di contrasto all’inquinamento. Il primo intervento di “pulizia” lo svolge il vento, che si incarica di disperdere gli inquinanti presenti nell’aria che, in condizioni di bassa pressione, tendono a ristagnare creando pericolose situazione di “cappa”. L’intervento decisivo però lo svolge la pioggia, dilavando gli agenti inquinanti presenti nell’aria e sospingendoli verso il suolo. Ancora più efficace è la neve, che riesce a catturare un numero di particelle inquinanti maggiore. La sensazione di aria pulita che percepiamo dopo un temporale o una nevicata quindi non è solo una suggestione, ma il risultato di un vero e proprio “lavaggio” dell’aria.

 

E se la pioggia manca?

Quando invece la pioggia scarseggia, siamo di fronte a dei fenomeni di siccità meteorologica. Si tratta di un fenomeno che si verifica in aree normalmente soggette a piogge regolari, nel quale per un periodo la disponibilità di acqua è sensibilmente ridotta. Si differenzia inoltre dalla siccità idrologica che è la carenza di acqua nel sistema delle falde, nei corsi d’acqua e nei laghi. I due fenomeni però non sono indipendenti, ma correlati in maniera articolata, e se la siccità meteorologica dipende in prima istanza da fattori legati al cambiamento climatico, la siccità idrogeologica dipende soprattutto dall’intervento umano (per fattori di antropizzazione del territorio come il disboscamento e le colture intensive). Gli altri fenomeni legati alla siccità sono l’inaridimento, che consiste nel depauperamento progressivo delle risorse idriche, e la desertificazione, un fenomeno complesso che può danneggiare in maniera irreversibile il territorio.

La siccità e i fenomeni legati al cambiamento climatico oggi sono una realtà conclamata, che ci accompagnerà anche negli anni a venire, e che richiede un impegno di tutti nella tutela del territorio e delle acque. Un impegno che Acqua Sant’Anna ha scelto di perseguire con costanza, custodendo la ricchezza dell’ecosistema montano in cui quest’acqua così preziosa nasce e sgorga.

Quando arriva l’autunno e le giornate di pioggia fanno capolino, invece di sentirci malinconici ricordiamoci quindi di quanto è importante la pioggia per il benessere della terra e per la nostra vita. Impariamo a guardarla con occhi diversi e chissà che ogni tanto un acquazzone non ci regali anche un bell’arcobaleno!

 

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