L’acqua nello spazio

Da quando gli smartphone ci hanno dato strumenti potenti come le app che mostrano costellazioni e pianeti, molte persone hanno riscoperto il piacere di alzare il naso verso il blu e guardare le stelle. Osservare fenomeni astronomici come l’eclissi di luna, le suggestive stelle cadenti o riconoscere le costellazioni che cambiano a seconda delle stagioni è diventato facile anche per chi non possiede cannocchiali e sofisticati strumenti di osservazione del cielo.

Tra le notizie più importanti provenienti dall’affascinante mondo dell’astronomia, ce n’è una che ha scosso il mondo scientifico e fatto balzare sulla sedia molti appassionati dello spazio: proprio su Marte, il pianeta rosso, è stata scoperta acqua in forma liquida. Se vi state chiedendo cosa ci sia di così straordinario in questa scoperta venite con noi a fare un viaggio nel blu profondo della galassia per scoprire come l’acqua, che occupa la maggior parte della superficie del nostro pianeta, sia invece un bene straordinariamente raro nello spazio.

 

L’acqua oltre la Terra

La notizia che un team di scienziati italiani abbia scoperto un lago salato sotterraneo su Marte è stata da poco pubblicata sulla rivista Science. La scoperta è eccezionale: grazie al radar Marsis della sonda Mars Express, il team ha individuato un bacino situato a un chilometro e mezzo sotto i ghiacci del Polo Sud di Marte. L’acqua del lago ha una temperatura di circa dieci gradi sotto zero ma la pressione del ghiaccio sovrastante e dei sali disciolti fanno sì che l’acqua rimanga allo stato liquido.

Nello spazio l’acqua è presente ma quasi esclusivamente in forma di vapore o ghiaccio, ad esempio nei grani di polvere stellare. Questo perché le condizioni di temperatura e di pressione dell’ambiente spaziale non permettono all’acqua di rimanere allo stato liquido.

Il lago di Marte, una scoperta sensazionale, sembra essere molto antico, contiene sali ed è protetto dai raggi cosmici, le particelle provenienti dallo spazio a cui sono esposti tutti i corpi celesti. Gli scienziati ipotizzano quindi possa essere una nicchia biologica che conserva tracce di vita.

Proprio questo aspetto ha catalizzato l’attenzione di tutti gli studiosi: per come la conosciamo, la vita necessita di alcuni elementi chimici fondamentali, tra cui ricordiamo i primi quattro in ordine di importanza: l’ossigeno, il carbonio, l’idrogeno e l’azoto, che compongono la biosfera. La presenza di acqua, formata da molecole composte da idrogeno e ossigeno, è essenziale allo sviluppo di forme viventi: ad oggi però gli scienziati non erano ancora riusciti a trovare acqua allo stato liquido nel nostro sistema solare, al di fuori del nostro pianeta. Anche questo può aiutarci a riflettere su questo elemento così prezioso, un bene da custodire e da difendere, proprio come fa Acqua Sant’Anna ogni giorno, proteggendo la fonte da cui nasce un’acqua pura e dalle eccezionali proprietà organolettiche.

 

Un team italiano alla ricerca dell’acqua

Solo grazie alla determinazione del team italiano e a decine di anni spesi in simulazione su modelli e calcoli si è arrivati all’eccezionale scoperta. Trattandosi di un lago situato a oltre un chilometro sotto la crosta del pianeta, al momento – e forse per molto tempo ancora – non sarà possibile trivellare il terreno marziano. Quello che però è importante, è la conferma della presenza dell’acqua allo stato liquido.

Basandosi sui rilevamenti, gli scienziati ipotizzano che esistano altri laghi sotterranei su Marte, soprattutto in prossimità dei poli, dove la temperatura arriva anche a novanta gradi sotto lo zero. Per ora vengono in loro aiuto i robot, che hanno già solcato la superficie di Marte e sono stati fondamentali per acquisire dati fondamentali su questo pianeta ancora così misterioso. Robot detti “rover”, come Curiosity della NASA, hanno esplorato il difficile suolo marziano e continueranno a farlo, in forme sempre più sofisticate, finché non si riuscirà a programmare la prima missione con astronauti umani.

 

Dalla Terra allo spazio

Per capire come funziona la vita nello spazio, gli scienziati studiano da anni i luoghi più estremi del nostro pianeta, come l’Antartide. Laghi simili a quello individuato su Marte sono presenti anche nel nostro Polo Sud, alcuni vecchi anche 30 milioni di anni. All’interno di questi laghi, nascosti chilometri sotto la calotta di ghiaccio, sono stati trovati batteri che riescono a sopravvivere resistendo a temperature estreme e pressioni fortissime.

Lo studio di queste semplici forme di vita sta fornendo informazioni molto preziose agli scienziati, che cercano di immaginare come la vita possa esistere fuori da un sistema “accogliente” come quello della Terra; ad esempio su Europa, la luna di Giove, dove gli studiosi ipotizzano esista un oceano nascosto sotto la superficie ghiacciata. Prepariamoci a scoprire, forse un giorno non così lontano, forme di vita extraterrestri, oppure a progettare viaggi e colonie umane nello spazio… acqua permettendo, naturalmente!

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