L’acqua come combustibile: realtà o fantascienza?

Il sogno di utilizzare l’acqua come combustibile non inquinante accompagna l’uomo da molti decenni. Un combustibile che non produca emissioni, a disposizione di tutti e praticamente gratuito produrrebbe una rivoluzione energetica ed economica su scala globale. Purtroppo però questo sogno rimane per il momento irrealizzabile e, malgrado periodicamente circolino notizie sull’ipotetica creazione di motori alimentati ad acqua, tutti i tentativi fatti fino ad oggi si sono rivelati fallimentari. Se siete curiosi di capire perché, qui di seguito vi spieghiamo i motivi per cui usare l’acqua come combustibile presenta delle criticità ancora insormontabili.

 

L’acqua come combustibile

Tutti i progetti realizzati fino ad ora per un motore alimentato ad acqua si basano sul principio dell’elettrolisi. Si tratta di un processo in cui sostanzialmente, per ottenere energia si rompono i legami chimici tra gli elementi attraverso l’utilizzo dell’elettricità. Applicando questo processo all’acqua, si ricavano ossigeno e idrogeno gassoso, che sono rispettivamente un combustibile e un comburente. Il combustibile è una sostanza che può bruciare fornendo energia termica, mentre il comburente è una sostanza di solito gassosa che, agendo insieme al combustibile, ne permette e mantiene la combustione.

L’idea di fondo del motore ad acqua prevede che l’idrogeno necessario alla combustione venga prodotto direttamente nel motore dell’auto e non stoccato in serbatoi, come già accade per i veicoli in circolazione che usano questo tipo di alimentazione.

Ed ecco che incontriamo il primo grosso ostacolo: per scindere il legame idrogeno-ossigeno è necessaria una quantità di energia maggiore a quella che si ottiene dal successivo processo di combustione. Per la legge della termodinamica, siamo di fronte a un’operazione svantaggiosa. A questo primo, grande ostacolo del “motore ad acqua” per il momento, purtroppo, non si è ancora trovata una soluzione.

 

L’auto ad acqua

Talvolta si fa confusione tra il motore “ad acqua” e il motore ad iniezione d’acqua, che sfrutta una miscela di ossigeno e idrogeno da aggiungere al combustibile (benzina o diesel) per migliorare le prestazioni. Per quanto riguarda il primo e più fantascientifico caso, sono reperibili online materiali che illustrano ipotetici progetti sperimentali: si tratta però di documenti poco attendibili, che riportano test non ufficiali a cui questi motori sarebbero stati sottoposti e che non presentano evidenze scientifiche o valutazioni dei dipartimenti ai trasporti di nessuno stato del mondo.

Diversa la situazione per i motori con iniezione ad acqua. Si tratta infatti di sistemi già esistenti ma poco diffusi, a causa dei notevoli costi di produzione. Malgrado offrano dei vantaggi ai veicoli che li montano, come un deciso incremento di potenza e una riduzione delle emissioni inquinanti, per il momento solo pochi veicoli ne sfruttano le potenzialità. Alcuni costruttori hanno recentemente ventilato l’ipotesi dell’immissione sul mercato di auto di serie che utilizzino questa tecnologia in un futuro prossimo, ma ad oggi non si hanno ancora notizie certe.

Per il momento, il traguardo di utilizzare l’acqua come combustibile sembra ancora molto lontano. Ciò non significa che la scienza non sarà mai in grado di raggiungere questo obiettivo: perseverando nella ricerca e considerando gli straordinari progressi tecnologici che si susseguono giorno dopo giorno, non possiamo escludere che nel giro di alcuni decenni si possa giungere a una soluzione tecnologica efficace.

Per ora, l’acqua rimane un bene prezioso che genera energia – pensiamo alle grandi centrali idroelettriche o ai sistemi innovativi che sfruttano il moto ondoso – e che ci permette di rimanere in salute.  Prendiamoci perciò cura del nostro corpo ogni giorno, bevendo un’acqua come Acqua Sant’Anna, leggera e ideale per ogni età, pura e a basso contenuto di sodio, che garantisce il funzionamento ottimale di quel “motore” perfetto che è il nostro organismo.

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