IL VERO COSTO DEL RICICLO: LA PLASTICA È DAVVERO PIÙ DANNOSA DI ALTRI MATERIALI?

Nell’immaginario comune, la plastica rappresenta un materiale nocivo, principale colpevole dell’inquinamento, mentre carta, vetro, alluminio sono spesso considerati prodotti più ecologici, il cui uso ci permetterà di salvare il pianeta. Ma è davvero così?

Di sicuro, l’imperdonabile presenza di isole di plastica nei nostri oceani è un problema che va affrontato con estrema urgenza e serietà, ma per farlo occorre anche acquisire consapevolezza e non commettere l’errore di trovare soluzioni alternative che possano però risultare sbagliate, in termini di reale sostenibilità, sia nel breve sia nel medio-lungo termine. 

Occorre chiederci: se le condizioni  ambientali sono critiche, è colpa della plastica o del fatto che non viene smaltita correttamente? Cosa succederebbe se usassimo un altro materiale? Sostituire gli oggetti quotidiani in plastica con alluminio e vetro è la soluzione all’inquinamento? A quest’ultima domanda la risposta purtroppo è “no”, perché anche questi materiali per essere prodotti e smaltiti consumano grandi quantità di CO2.

MATERIALI A CONFRONTO

Capiamo maggiormente a cosa porta la produzione e il riciclo dei materiali più utilizzati al mondo, soprattutto nell’industria dell’usa e getta.

Il vetro

Il vetro viene lavorato a temperature molto alte e quindi, per produrlo, si consuma molta CO2. Esso è anche un materiale riciclabile al 100%: in Italia, per essere riutilizzato, arriva nei centri di stoccaggio dove viene pulito e diviso. Successivamente, viene portato in vetreria per essere fuso a temperature di circa 1500 gradi centigradi ed essere così trasformato in nuovi imballaggi. Raggiungere queste temperature estremamente elevate richiede, di nuovo, un enorme dispendio energetico.

Ma i costi dell’utilizzo del vetro non si fermano qui, perché sono legati anche al suo trasporto: essendo questo un materiale pesante e fragile, spostarlo costa di più in termini di consumi di CO2 e di imballaggi ulteriori utilizzati per proteggerlo dagli urti. 

L’alluminio

L’alluminio è un materiale pratico, leggero e riciclabile all’infinito, ma quanto costa all’ambiente? 

Per riciclare e fonderlo sono necessarie temperature fino agli 800 gradi centigradi e, se pensiamo di poter sostituire prodotti come le bottiglie d’acqua, con l’alluminio, dobbiamo considerare che (secondo The Aluminum Association), le lattine contengono in genere un 70% di materiale riciclato, ma il restante il 30% è ancora ottenuto direttamente dalla bauxite.  

Per ottenere materiale puro da questa roccia, occorre prima di tutto estrarla, trattarla chimicamente in modo da produrre alluminia (ossido di alluminio) e sottoporla ulteriormente a processi di elettrolisi. Tutti questi passaggi necessitano un dispendio elevato di energia elettrica. Inoltre, non si parla di energia pulita, perché nei luoghi dove viene estratta la bauxite – come Cina e Arabia Saudita – questa deriva principalmente da fonti fossili. 

La carta

Seppur la carta sia sempre più utilizzata nell’industria dell’usa e getta, non può rappresentare una totale alternativa alla plastica. Questo a causa delle sue caratteristiche fisiche che in molti casi la rendono fruibile solo se abbinata ad altri materiali (come avviene con il tetrapak) e per questo più difficile da riciclare.

Se dovessimo continuare a produrre ingenti quantità di carta, inoltre, dovremmo agire a svantaggio delle nostre foreste. Basti pensare che per ogni tonnellata di carta prodotta vengono sacrificati 15 alberi, 440.000 litri d’acqua e 7.600 kWh di energia. Se decidessimo di riciclarla di più, dovremmo comunque tener conto che il processo consuma 1.800 litri d’acqua e 2.700 kWh di energia elettrica per tonnellata, quantità maggiori rispetto al riciclo della plastica. 

La plastica

Ad oggi, non tutti i tipi di plastica sono riciclabili, ma il progresso tecnologico si sta muovendo sempre di più per trovare sistemi di riciclo innovativi, sempre meno costosi ed inquinanti. La plastica riciclabile, in particolare il PET, utilizzato per le bottiglie delle bevande, può essere riciclata meccanicamente e al 100%, senza doversi avvicinare alle alte temperature raggiunte dagli altoforni che sciolgono vetro e alluminio. Per produrre 1 tonnellata di plastica riciclata, il consumo è di circa 1 metro cubo d’acqua e 950 kWh di energia.

Il PET che viene riciclato non perde le sue proprietà principali durante il processo di recupero e diventa RPET, materiale che può essere riutilizzato per dare vita a nuovi prodotti, compresi imballaggi e bottiglie per le bevande. In questo modo, se correttamente raccolta e riciclata, la plastica diventa a tutti gli effetti parte della cosiddetta “economia circolare”.

RIDURRE, RIUTILIZZARE

Per far fronte al problema di natura ambientale che stiamo vivendo oggi, la soluzione migliore non sembra quindi, quella di sostituire gli oggetti in plastica con altri materiali. Piuttosto, la vera rivoluzione sta nell’innovare, nel ridurre, riutilizzare e riciclare con intelligenza quello che già esiste, stando attenti ai costi e ai rischi che stanno dietro ad ogni materiale.

 

 

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