CINQUE PIANTE CURIOSE E IL LORO RAPPORTO CON L’ACQUA

Se avessimo sete in questo momento ci basterebbe andare a prendere dell’acqua. Ma nel caso delle piante? Esse, ovviamente, non possono spostarsi in libertà e talvolta si trovano ad attingere alla loro fonte di vita nei modi più bizzarri.

Nonostante l’apparente difetto d’immobilità, le piante sono alcuni tra gli organismi più antichi presenti sulla Terra e grazie alla loro versatilità si sono adattate anche ai luoghi con le condizioni idriche più estreme.

Ecco alcune delle piante più curiose nei loro modi di procurarsi acqua e di vivere in sintonia con essa.

1. GLI ALBERI CHE VIVONO NELL’ACQUA SALMASTRA: LE MANGROVIE

Crediamo che il sale sia una sostanza avversa alla crescita degli alberi, ma ci sono alcune piante, arboree o arbustive, che crescono in aree intercontinentali tra terra e mare, dove l’acqua marina si mescola a quella dolce.

Le mangrovie, piante appartenenti al genere Rizophora, sono una di queste. Per difendersi dagli effetti negativi del sale marino adottano metodi diversi: alcune varietà sono in grado di filtrare il sale prima che venga assorbito dalle radici e di assimilare solo l’acqua e la quantità di sali minerali necessarie. Altre assorbono il sale, ma lo immagazzinano in alcune foglie che, una volta sature, si staccano. Altre ancora lo espellono attraverso delle speciali ghiandole poste sulle foglie.

2. IL SAGUARO, UN CACTUS GIGANTE

Dalle piante che vivono immerse nell’acqua passiamo a quelle che quasi non ne dispongono, come il saguaro. Detto anche “cactus gigante” e “cactus a candelabro” è l’unica specie del genere Carnegiea. Questo cactus può raggiungere grandi dimensioni, nonostante viva in ambienti aridi e ostili, come il deserto di Sonora, nell’area statunitense fra Arizona e Messico.

Il saguaro è una pianta centenaria, può infatti arrivare a vivere sino a 200 anni e a raggiungere i 12-15 metri di altezza. Ha un ciclo di vita molto lento e infatti non fiorisce prima dei 40 anni.

Per immagazzinare più acqua possibile, le radici del saguaro si spingono in profondità in modo da accedere all’acqua stipata sotto terra, ma si sviluppano anche appena sotto la superficie del terreno, quasi a formare un labirinto, per poter raccogliere meglio l’acqua piovana.

3. LA TILLANDSIA, LA PIANTA CHE “VIVE D’ARIA”

Non tutte le piante hanno bisogno di terra: la tillandsia per esempio, appartenente alla famiglia delle Bromeliacee, è una specie aerea (o epifite) e cresce sfruttando l’umidità e le sostanze nutritive presenti nell’aria e nella pioggia. 

La tillandsia viene coltivata anche per il suo aspetto piacevole che la rende adatta alla decorazione domestica. Oltre ad essere bella da vedere, si adatta perfettamente al microclima degli interni abitativi, è straordinariamente longeva e resistente. Ottima quindi per chi non ha proprio un pollice verde e non si ricorda mai di innaffiare!

4. IL FIOR DI LOTO E LE SUE CARATTERISTICHE IDROREPELLENTI UNICHE

Il Nelumbo adans è una pianta acquatica di origini antichissime. Appartiene alla famiglia delle Nelumbonaceae e ricorda molto le ninfee anche se ne differisce. Cresce soprattutto in America, Asia e Australia, negli specchi d’acqua stagnante. 

Il suo delicato fiore, il fior di loto, galleggia o si erge leggermente sopra la superficie circondato dalle larghe foglie, mentre le radici affondano nell’acqua fino a raggiungere il fango sottostante.

Il fiore di loto e le foglie si mantengono puliti grazie alle loro proprietà idrofobiche. Questa proprietà, unica nel suo genere è denominata proprio  “effetto loto” e repelle anche le minime goccioline d’acqua che si posano sulla pianta, mantenendola sempre asciutta, pulita  e leggera. È anche grazie a queste caratteristiche che il fior di Loto è associato da molte culture e religioni asiatiche al concetto di “purezza”.

5. FICUS MACROPHYLLA E LE SUE COLONNE ASSETATE D’ACQUA

Il genere Ficus è uno di quelli con l’apparato radicale più sviluppato ed espanso.

L’albero di Ficus macrophylla, appartenente a questo gruppo, raggiunge grandi dimensioni ed altezze, ha origine nelle zone australiane, ma si può trovare anche in Italia e in Europa, specialmente in alcuni parchi. 

Questa pianta maestosa sviluppa un tronco di straordinario spessore dal quale si staccano radici che scendono e penetrano il terreno fungendo anche da “colonne di sostegno”.  

Il Ficus macrophylla, con le sue radici affamate d’acqua non è però adatto agli ambienti urbani perchè le sue radici, estese e possenti, possono addirittura portare alla rottura delle tubazioni idriche!

ACQUA SANT’ANNA E BIO BOTTLE: UN AIUTO PER L’AMBIENTE

Le meraviglie della natura non smettono mai di stupire. Queste piante così diverse che hanno trovato, ognuna a suo modo, una soluzione per sopravvivere anche in condizioni estreme sono la riprova che la biodiversità del nostro pianeta è un tesoro da proteggere.

Acqua Sant’Anna nasce nella natura e ha da sempre a cuore l’ambiente, per questo si impegna con azioni concrete che fanno bene al pianeta. A cominciare dallo stabilimento di Vinadio, che si inserisce nel paesaggio e nel contesto naturale delle Alpi Marittime rispettandone l’ecosistema. 

Progettato secondo i principi della bioedilizia e della bioarchitettura, coniuga l’utilizzo di materiali naturali (legno, pietra) e la tecnologia per ottimizzare tutti i processi produttivi e di trasporto in un’ottica ecosostenibile. Costruito su un altipiano che si apre tra le montagne a circa 1000 metri di altezza, lo stabilimento Sant’Anna si inserisce armonicamente nel territorio, nel rispetto del paesaggio e della vegetazione circostante.

L’attenzione di Sant’Anna, tuttavia, non si limita al rispetto per il territorio: risale a 15 anni fa, ben prima che la sostenibilità diventasse un tema tanto centrale e sentito nel dibattito pubblico, lo sviluppo di Bio Bottle, una bottiglia compostabile e biodegradabile fatta con un polimero ricavato dalla fermentazione degli zuccheri contenuti nelle piante. Separata dal tappo in plastica e conferita nel bidone del compost, Bio Bottle è biodegradabile e compostabile in meno di 80 giorni negli appositi siti di compostaggio industriale. 

Una soluzione ecologica per l’imbottigliamento dell’acqua, che proviene dalla natura e alla natura ritorna: ancora una volta, le piante dimostrano le loro incredibili risorse!

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