Una breve storia del the

La storia del the risale alla notte dei tempi; una vicenda ricca di curiosità e aneddoti che dall’antichità giunge sino ai giorni nostri, portandosi con sé tradizioni e riti. Dopo aver approfondito le caratteristiche della pianta del the, facciamo un viaggio indietro nel tempo e andiamo a scoprire insieme come è nata una delle bevande più consumate al mondo.

 

Leggende e costumi

Le prime tracce legate alla consumo di the risalgono a ben 5.000 anni fa, un periodo che varia a seconda delle culture che si osservano. Le leggende sulla nascita di questa bevanda eccezionale sono molte, diverse per ogni paese: tra le più antiche tradizioni che hanno il merito di aver scoperto le qualità dell’infuso, spiccano quella indiana e quella cinese.

Secondo la leggenda, per il popolo indiano fu Bodhidarma in persona a scoprire la bevanda, grazie alla quale poté affrontare sette anni di meditazione senza cedere al sonno. Un’altra leggenda racconta invece che Bodhidarma, appisolatosi durante la meditazione, al risveglio si strappò le palpebre: una volta gettate via, esse si trasformarono in foglie di the. Più pragmatici i cinesi, che ritengono essere stato l’imperatore Cheng Nun a scoprirne casualmente le proprietà, sorseggiando dell’acqua calda nella quale erano cadute delle foglie di the. In Cina, la bevanda si diffuse attorno al III secolo d.C., grazie ai monaci buddisti, che lo consumavano regolarmente, e divenne un costume raffinato anche grazie al Canone del tè, testimonianza fondamentale di un’arte che raggiungerà il culmine sotto la dinastia Song e Ming.

Infuso the in teiera tradizionale

Non da meno è il Giappone, dove il the è oggetto di culto tanto da essere al centro del Cha no yu, l’affascinante cerimonia del the. Si tratta di una delle più note arti legate allo zen, pensiero filosofico della tradizione nipponica, e prevede che tutti gli aspetti della preparazione della bevanda, dalla scelta delle tazze al modo in cui viene servito il the, siano oggetto di una scrupolosa cura. Una cosa che forse non tutti sanno è che il the preparato in questo rituale non è un infuso ma una sospensione: la polvere di the verde matcha viene aggiunta all’acqua e mescolata con un frullino, che produce una caratteristica schiuma sulla superficie della bevanda dal colore verde.

The matcha giapponese

 

Il the sbarca in Europa

Il the giunse sulle tavole occidentali grazie alla Compagnia delle Indie Orientali, e ai portoghesi, che per primi ne incentivarono il consumo. La celebre compagnia commerciale, nel periodo a cavallo tra 1600 e 1800, si occupava infatti dello scambio di merci tra Oriente e Occidente. Il consumo della bevanda si diffuse prima nei Paesi Bassi e in Francia, per poi ampliarsi al resto d’Europa. All’inizio non tutti però ne furono entusiasti: molti medici ritennero che il the fosse addirittura dannoso per la salute, mentre altri lo prescrivevano come panacea per tutti i mali.

Il paese simbolo del consumo di the in Europa divenne ben presto l’Inghilterra, che dalla fine del 1600 divenne il maggiore importatore del continente. Era l’epoca dei clippers, grandi imbarcazioni a vela in grado di raggiungere notevoli velocità e coprire tratte transoceaniche, in una gara continua a chi riusciva a trasportare la preziosa merce in tempi record. Le rotte su cui viaggiavano le navi divennero celebri, come la Rotta del Tè che univa San Francisco a Shangai, ancora oggi al centro di regate mozzafiato, o la Via della Seta, attraverso la quale transitavano commerci e cultura, spezie e sale e, naturalmente, le preziose foglie verde smeraldo.

Deserto nella Via della Seta

 

L’Inghilterra, patria europea del the

In Inghilterra, il the si trasformò via via da merce rara a prodotto accessibile a tutti e riuscì perfino a superare il consumo di birra pro capite. Ebbe anche un ruolo importante nel limitare il consumo di gin, che sostituì come rimedio medicinale, aiutando la popolazione ad accrescere il consumo di acqua bollita (e quindi purificata).

Ancora oggi tra gli inglesi rimane viva l’abitudine dell’Afternoon Tea, immancabile appuntamento pomeridiano delle cinque e vero e proprio costume nazionale, inaugurato dalla Duchessa Anna di Bedford attorno al 1800. Accompagnato da dolcetti, scones o piccole preparazioni salate, il the viene servito oggi con fettine di limone, zucchero in zollette o con l’aggiunta di latte o panna.

Oltre al the delle cinque, la tradizione inglese prevede altri appuntamenti legati a riti sociali come l’High Tea, un the forte che si consuma come sostituto della cena verso le 18.00 e si accompagna a piatti più robusti, come uova e torte rustiche. Esiste anche il Club Man Tea, appuntamento in cui i business men della City si incontrano per discutere di affari, mangiando tramezzini di pane nero conditi con prosciutto e salse salate.

Una curiosità: il migliore the del mondo, incoronato nel 2017, non viene dal Giappone e neppure dalla Cina, bensì dalla Scozia, dalla regione del Perthshire. Il pregiato the bianco affumicato in legno di faggio viene prodotto su un altopiano scozzese, dove il freddo unito a un terreno fertile e ricco d’acqua dà vita a questa pregiata e rara varietà biologica, ora esportata anche in Cina.

The inglese pomeridiano con porcellane

 

Il the ai tempi della globalizzazione

Oggi il mercato del the è ancor più globale ed è caratterizzato da un’infinita quantità di prodotti differenti, che rispondono a gusti e abitudini di mercati diversi. Ci sono i the aromatizzati e quelli alla frutta, i the gourmet e quelli da collezione, i prodotti artigianali e biologici, i deteinati dal gusto delicato, rivolti ai consumatori più piccini, e ancora le specialità locali, reperibili anche lontano dal paese di provenienza, senza dimenticare i the freddi. In questo panorama variegato, Sant’Anna ha scelto di produrre la sua linea di the concentrandosi sulla qualità, selezionando la frutta migliore da abbinare a vero infuso di the nero e Acqua Sant’Anna, per dare vita a una ricetta profumata e dal sapore unico. Una storia antica declinata attraverso l’eccellenza italiana.

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